I programmi di Rai Uno
Techetechetè
Non in onda
Diecimila protagonisti dello spettacolo, della politica, della poesia, del giornalismo, della scienza e dello sport, tutti insieme nella più spavalda, sfacciata e sfaccettata rivista di immagini. Diecimila facce che dal 1954 hanno fatto, e oggi rifanno, la storia dell'Italia televisiva. S’intitola Techetechete', il Nuovo che Fu il programma che da lunedì 2 luglio, ogni sera, farà da “access” (alle 20.30) alla prima serata di Rai1.
Prenderà il posto di DaDaDa, conservando le caratteristiche strutturali del fortunato programma che ha vinto la gara degli ascolti delle ultime 2 stagioni estive tv, ma puntando a una più pronunciata (perchè provocata) comicità, diretta e indiretta, scritta e riscritta, attesa e inattesa, a copione e a soggetto: il montaggio come improvvisazione, il passato e il presente come coppia comica.
“E poi tutta una Compagnia Bella in ecumenico umorismo - dicono gli autori della striscia realizzata grazie al prezioso contributo delle Teche Rai - le belle figure, le figure fatte e le figure umane che hanno concorso, in quasi 60 anni, alla realizzazione di ogni genere di programma televisivo”.
Si rivredanno i personaggi illustri e i personaggi illustrati, gli interpreti e gli interpretati, tutti gli ospiti ospitati nelle case tramite lo schermo tv.
“Si riascolteranno frasi che, decontestualizzate, dislocate e ricollocate, estorte e poi raddrizzate, si risveglieranno a nuova vita, umorale, umoristica, caustica, per ritrovare posto e sistemazione all'interno di un grande continuo narrativo, il più legittimo dei seriali televisivi, che dalla televisione nasce e solo in televisione trova la sua forma. Il criterio di scelta è quello della individuazione di frammenti espressivi che, per accostamento innescano accensioni di nuovi sensi e anche, perché no, nuovi dissensi. Insomma, una televisione-rivista, nel senso sia di nuovo spettacolo brillante sia del rivedere.
Frammenti riproposti in forma di neocitazioni e neoaforismi eccellenti, estrapolazioni come stravaganti sentenze, commenti non richiesti ma poi urgenti, lanci inconsapevoli, tutto un “fuor di luogo” che qui trova nuova sistemazione e
nuova scena, un nuovo luogo a procedere in sveltezza. Niente e` irridente ma tutto è ridente” .
Il risultato finale è un esilarante gioco: un postspettacolo in forma di tele-rivista che affiancherà Raffaella Carrà ad Indro Montanelli, Paolo Panelli ad Umberto Eco, Ugo La Malfa a Roberto Benigni, il Quartetto Cetra a Mino Maccari, Pietro Valdoni a Nino Manfredi, Umberto Saba a Rosario Fiorello, e così via dal ’54 ai giorni nostri.
In ogni puntata tre protagonisti della storia televisiva costituiranno l'offerta spettacolare della serata. “Intorno a loro –concludono gli autori- ruoteranno figure imprevedibili, sorprese ( sorprendenti) nella pronuncia di frasi perdute, portate, forse, via dal vento. Frasi e voci che, distolte e ricomposte, riascoltate qui, trovano nuova voce, nuovo verso e nuovo senso (pratico, buono, comune, critico, doppio...). E nuovo sentimento, anche”.Il programma è firmato da Elisabetta Barduagni.
La sigla TecheTecheTè (di Panella-Campagnoli-Paterniti) è “svocettata” da Pasquale Panella.



